“Salute Bond”

GMF Medical Center è da sempre al servizio della vostra salute, anche in questo momento difficile di quarantena che ci si augura finirà presto.

In questi giorni, ci siamo dedicati a rendere il nostro ambiente di lavoro ancora più sicuro per voi e per noi.

Oltre all’ingresso contingentato ed al triage telefonico, il centro attualmente si è dotato di termometri ad infrarossi e dispenser igienizzanti all’ingresso, dispositivi di protezione collettiva (schermi protettivi) ed individuale (mascherine, guanti e visiere protettive per il personale sanitario) e, cosa ancora più importante, un avanzato sistema di sanificazione ambientale con ozono.

Tutte queste accortezze, garantiscono la massima sicurezza possibile nella prevenzione delle infezioni da Coronavirus nel nostro poliambulatorio che, ricordiamo, non tratta pazienti Covid.

Dal 4 Maggio GMF Medical Center riattiverà i consueti orari di apertura e, nell’attesa, abbiamo pensato di rendere disponibili per voi i “Salute Bond”.

Cosa sono i “Salute Bond”?

I “Salute Bond” consentono in questo periodo in cui restiamo ancora tutti quanti nelle nostre case di acquistare ad un prezzo particolarmente vantaggioso le prestazioni mediche di cui abbiamo bisogno e che abbiamo messo in stand-bye ma che dovremo effettuare comunque nei prossimi mesi.

In particolare, i “Salute Bond” potranno essere acquistati sino al 4 Maggio, per prestazioni da effettuarsi tra il 4 Maggio ed il 30 Settembre 2020.

Qui di seguito le prestazioni mediche acquistabili tramite i “Salute Bond”:

Visita cardiologica                                   €65 anzichè €100

Ecocardiogramma                                   €65 anzichè €100

Elettrocardiogramma                             €30 anzichè €50

Visita dermatologica                               €65 anzichè €100

Visita ginecologica                                   €70 anzichè €110

Visita neurologica                                    €70 anzichè €110

Visita nutrizionistica                               €65 anzichè €100

Visita urologica                                         €100 anzichè €120

Visita oculistica                                         €55 anzichè €80

Visita ortopedica                                      €65 anzichè €100

Visita psicologica                                      €45 anzichè €60

Visita reumatologica                                 €70 anzichè €110

Visita senologica                                       €65 anzichè €100

Ecografia addome completo                   €90 anzichè €130

Ecografia addome superiore                   €70 anzichè €100

Ecodoppler TSA                                         €65 anzichè €90

Ecografia mammaria                               €60 anzichè €80

Ecografia pelvica                                       €65 anzichè €90

Ecografia renale, vescicale e prostatica  €90 anzichè €120

 

Per tutte le prestazioni non comprese nell’elenco si prega di contattare la Segreteria al numero 0686391386.

 

Spermiogramma in pochi minuti.

GMF Medical Center è lieta di informare che da oggi presso il Centro è disponibile l’esame del liquido seminale.  

Lo SPERMIOGRAMMA infatti consente di valutare le caratteristiche del liquido spermatico e di misurare la fertilità maschile.

Grazie all’acquisizione di una nuova tecnologia abbiamo infatti la possibilità di valutare il liquido seminale e di fornire una risposta entro pochi minuti dalla consegna del campione*. La strumentazione utilizzata offre la tecnologia CASA (computer assisted sperm analysis) che rilascia i parametri più importanti per la fertilità quali il pH, la concentrazione, la morfologia e la motilità.

Il campione potrà essere raccolto a domicilio e consegnato entro 30 minuti dalla raccolta, oppure potrà essere raccolto direttamente presso i nostri ambulatori**.

Inoltre siamo tra i primi in Italia ad offrire la valutazione dello stress ossidativo del liquido seminale avendo a disposizione il MyOXSYS***, altro test innovativo che consente un’ulteriore valutazione, andando a completare i dati forniti dal più tradizionale spermiogramma.

GMF Medical Center si conferma come Centro di riferimento per la cura della fertilità della coppia avendo la possibilità di fornire con i nostri ginecologi, endocrinologi ed urologi un approccio completo nel trattamento dell’infertilità maschile e femminile.

Lo SPERMIOGRAMMA viene offerto al prezzo di 80€

Il test MyOXSYS viene offerto al prezzo di 120€

Il pacchetto SPERMIOGRAMMA+MyOSYS viene offerto al prezzo di 170€

* il referto sarà costituito da un completo report sulle caratteristiche del liquido seminale che comprende anche delle immagini degli spermatozoi analizzati. Per chi fosse interessato abbiamo anche la possibilità di fornire un breve video della motilità dei propri spermatozoi.

** per chi desidera effettuare la raccolta direttamente presso il Centro bisognerà attendere solo 30 minuti per ottenere la liquefazione del liquido.

*** Il sistema MiOXSYS utilizza il test del potenziale di ossidoriduzione statica (sORP) per misurare lo stress ossidativo sul campione di sperma. Il vantaggio di questo test consiste nel fatto che prende in considerazione sia l’attività degli ossidanti che quella degli antiossidanti, fornendo una misurazione totale dello stress ossidativo, senza la preparazione del campione. In aggiunta ai parametri standard del liquido seminale (spermiogramma) è in grado di valutare il danno effettivo che il liquido seminale sta subendo ad opera dei radicali liberi e delle specie reattive dell’ossigeno (ROS). Questa informazione è particolarmente utile in quanto, basandosi sul principio del perfetto equilibrio della quantità dei radicali liberi, una terapia antiossidante prescritta in maniera empirica potrebbe anche risultare dannosa alla fertilità maschile. Monitorando, viceversa, il livello di stress ossidativo con il MiOXSYS, saremo in grado di controllare l’efficacia e la reale utilità della terapia, senza fare danni. Il test è semplicissimo e si effettua sul liquido seminale, una piccola parte dello sperma viene applicata su un sensore che viene inserito nell’analizzatore. La macchina dopo solo 2 minuti sarà in grado di dare l’esito del test e di quantificate lo stress ossidativo. Risulta quindi assolutamente consigliabile, al giorno d’oggi, integrare le comuni informazioni dello spermiogramma e della frammentazione del DNA (DFI) con questo utile test allo scopo di caratterizzare meglio la fertilità maschile ma soprattutto per meglio gestire la terapia medica.

Risultato immagini per mioxsys
Risultato immagini per mioxsys senso

PROTESI DI GINOCCHIO: TOTALE O MONOCOMPARTIMENTALE?

Protesi di Ginocchio: Totale o Monocompartimentale?

 

Introduzione

La chirurgia protesica del ginocchio è una procedura oramai diffusa in tutto il mondo. Solo in Italia ogni anno vengono eseguite decine di migliaia di protesi di ginocchio sia totali che monocompartimentali, e questi numeri sono destinati a crescere ulteriormente con l’aumentare dell’età media della popolazione. La chirurgia protesica o sostitutiva del ginocchio si rende necessaria quando una condizione patologica ha determinato la totale o parziale distruzione dell’articolazione, con conseguente dolore, limitazione funzionale, zoppia e assoluta necessità da parte del paziente ad utilizzare almeno un bastone o altri ausili.

La condizione patologica che più comunemente rende necessario l’impianto di una protesi di ginocchio è sicuramente l’artrosi, cioè la degenerazione progressiva cronica, fino al totale consumo, della cartilagine articolare. L’artrosi è una malattia molto diffusa, ovviamente più frequente nell’età anziana, ma in seguito a particolari circostanze quali traumi, lesione legamentose o lesioni cartilaginee non trattate può presentarsi anche in pazienti più giovani. Altre condizioni che possono rendere necessario l’impianto di una protesi di ginocchio sono la necrosi avascolare dell’osso detta anche osteonecrosi (soprattutto dei condili femorali), fratture articolari, lesioni inveterate dei legamenti (soprattutto del crociato anteriore), infezioni, disturbi metabolici, malattie reumatiche croniche.

Il ginocchio viene modernamente suddiviso in tre compartimenti: femoro-tibiale interno, femoro-tibiale esterno e femoro-rotuleo. Quando il processo patologico, ad esempio l’artrosi, colpisce contemporaneamente tutti e tre questi distretti allora si rende necessario sostituire tutti e tre i compartimenti del ginocchio grazie all’impianto dunque di una protesi totale detta anche protesi tricompartimentale. Ovviamente la protesi totale finisce col sostituire anche uno (l’anteriore) o entrambi i legamenti crociati, anch’essi gioco forza danneggiati dal processo patologico. Molto spesso invece il processo patologico, l’artrosi o ad esempio l’osteonecrosi, colpisce uno solo dei compartimenti del ginocchio, lasciando intatti i restanti due compartimenti e i legamenti crociati. In questi casi, che sono molto più frequenti di quanto si pensi, basta sostituire soltanto il compartimento danneggiato grazie all’impianto di una protesi monocompartimentale appunto, un intervento notevolmente meno invasivo di una protesi totale, molto più rapido e con una ripresa postoperatoria rapidissima grazie anche al mantenimento della cinematica naturale del ginocchio in cui gran parte dell’osso sano e tutti i legamenti sono lasciati intatti e non sostituiti dall’impianto protesico.

Protesi totale di ginocchio

La protesi totale di ginocchio (insieme alla protesi d’anca) rappresenta uno degli interventi più frequentemente eseguiti in chirurgia ortopedica. Grazie all’utilizzo di materiali sempre più resistenti e a disegni protesici sempre più anatomici, le protesi totali di ginocchio hanno raggiunto tassi di sopravvivenza ad almeno 20 anni in più del 90% delle casistiche. Questi dati sono certamente destinati a migliorare ulteriormente visto come detto l’introduzione ogni anno di protesi sempre più moderne e impiantate con strumentari sempre più avanzati (anche grazie all’utilizzo in sala operatoria di computer e robot che possono guidare l’intervento chirurgico rendendolo ancora più preciso).

Allo stesso modo, con l’ausilio di pratiche anestesiologiche sempre più avanzate eseguite sia prima che durante che dopo l’intervento, dirette primariamente al controllo del dolore postoperatorio, il paziente operato di protesi totale di ginocchio viene messo in piedi il giorno stesso dell’intervento con notevole riduzione del dolore, e dimesso già in seconda giornata postoperatoria (tecnica del “fast track”). L’intervento di protesi totale di ginocchio viene eseguito in anestesia loco-regionale (o anche generale se il paziente lo preferisce), dura meno di un’ora e grazie anche all’utilizzo di moderni dispositivi antiemorragici utilizzati durante l’intervento, non richiede più (se non in casi davvero eccezionali) trasfusioni di sangue nel postoperatorio. Per tutti questi motivi, la rieducazione postoperatoria è molto rapida e dopo 15-20 giorni il paziente può abbandonare le stampelle e riprendere una vita quotidiana normale e autonoma.

Come detto, l’intervento di protesi totale di ginocchio si rende necessario quando la condizione patologica, spesso l’artrosi, causa il consumo della cartilagine di tutti i compartimenti del ginocchio. Nella Figura 1 si nota chiaramente come l’artrosi ed il consumo quasi totale della cartilagine coinvolgono sia i compartimenti femoro-tibiali interno e esterno (Figura 1a) che il compartimento femoro-rotuleo (Figura 1b), con le ossa femore e tibia che praticamente vengono in contatto causando attrito con conseguente grave dolore e limitazione funzionale per il paziente. In questi casi quindi è necessario sostituire tutti e tre i compartimenti con l’utilizzo di una protesi totale di ginocchio (Figura 2a e Figura 2b).

Protesi monocompartimentale di ginocchio

Quando il processo patologico coinvolge solo uno dei tre compartimenti, è possibile impiantare una protesi monocompartimentale, preservando come detto tutto il resto del ginocchio (osso e legamenti), ed effettuando un intervento quindi che è ancora più rapido e “leggero” per il paziente e per il chirurgo. Anche le protesi monocompartimentali moderne ormai hanno raggiunto tassi di sopravvivenza a 20 anni in più del 90% delle casistiche tale per cui non sono e non devono assolutamente essere viste come “protesi di passaggio” in attesa della protesi totale. Nel paziente adatto e con le giuste indicazioni la protesi monocompartimentale può rappresentare la soluzione definitiva, soprattutto per il paziente giovane dove impiantare una protesi totale potrebbe essere un’esagerazione terapeutica, ma anche per il paziente molto anziano magari con problematiche internistiche importanti (cardiopatie, diabete, insufficienza renale, ecc.) in cui la protesi monocompartimentale rappresenta un intervento molto meno invasivo e con un tasso di morbidità ancora più basso rispetto alla protesi totale. Senza dimenticare il fatto che, anche dopo 20 anni per esempio, è molto più facile revisionare una protesi monocompartimentale rispetto ad una protesi totale: una protesi monocompartimentale, quando necessario, può essere tranquillamente sostituita da una protesi totale.

La protesi monocompartimentale come detto è un intervento più rapido e meno invasivo rispetto alla protesi totale. Dura circa mezz’ora, non richiede mai trasfusioni di sangue nel postoperatorio e può anch’esso eseguito in anestesia loco-regionale. Consente al paziente di essere messo in piedi e camminare il giorno stesso dell’intervento e di essere dimesso il giorno dopo, già in prima giornata postoperatoria. L’incisione chirurgica è ancora più piccola rispetto a quella necessaria nella protesi totale, con un dolore postoperatorio che è notevolmente inferiore.

Come detto, affinché si possa impiantare una protesi monocompartimentale è necessario che il processo patologico colpisca un solo compartimento del ginocchio, con integrità dei rimanenti compartimenti e dei legamenti crociati che come tale vengono “salvati” durante l’intervento. Le condizioni patologiche che più comunemente rendono necessario l’impianto di una protesi monocompartimentale sono l’artrosi e l’osteonecrosi del condilo femorale, soprattutto del compartimento femoro-tibiale interno. Nella Figura 3 si nota chiaramente come l’artrosi ed il consumo della cartilagine coinvolgono solo il compartimento femoro-tibiale interno con le ossa “che si toccano” solo in quel distretto. Nella Figura 4 invece si apprezza come l’osteonecrosi del condilo femorale interno abbia causato una grave compromissione del compartimento femoro-tibiale interno, con distruzione del profilo articolare. Ebbene, in entrambi questi casi una protesi totale risulterebbe eccessiva, mentre la protesi monocompartimentale consente di risolvere il problema andando a sostituire soltanto il compartimento danneggiato con un intervento mini-invasivo, lasciando integri come detto i restanti compartimenti e anche tutti i legamenti del ginocchio (Figura 5). Ovviamente, oltre ai compartimenti femoro-tibiali, è possibile anche sostituire soltanto il compartimento femoro-rotuleo qualora il processo patologico coinvolga solo la rotula con una protesi monocompartimentale femoro-rotulea (Figura 6).

Conclusioni

Gli interventi di protesi di ginocchio (totale e monocompartimentale) vengono eseguiti quotidianamente nelle cliniche ortopediche con tecniche sempre meno-invasive, materiali sempre più resistenti e duraturi e strumentari sempre più avanzati e precisi. Ad oggi, il paziente operato di protesi di ginocchio cammina il giorno stesso dell’intervento, con notevole controllo e riduzione del dolore postoperatorio, e viene dimesso in prima o seconda giornata postoperatoria (fast track). Un’attenta e accurata valutazione clinica e radiografica del paziente consente al chirurgo ortopedico di scegliere la migliore protesi per ogni singolo paziente, totale o monocompartimentale, uomo o donna, anche in base alle sue esigenze funzionali e alle sue attività quotidiane, lavorative e sportive.

 

Prenota on line una visita ortopedica sull’argomento.

Dott. Michele Vasso

Specialista in Ortopedia

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386 o 3337831426

Epilazione permanente con IPL

COS’E’

E’ una tecnica di epilazione che più precisamente viene chiamata” progressivamente permanente” che utilizza apparecchiature che distruggono il bulbo pilifero tramite un meccanismo di fototermolisi. Esistono diverse apparecchiature che possono essere utilizzate. Le più comunemente utilizzate sono l’IPL o il laser a diodo (più usato in ambito estetico) o il laser alessandrite.

COME FUNZIONA

Il paziente effettuerà una prima visita in cui viene valutato il fototipo, il tipo di pelo ed eventuali controindicazioni al trattamento. Quattro giorni prima del trattamento dovrà depilare la zona interessata con il rasoio in modo da arrivare alla seduta con il pelo di circa un mm, durante la quale viene quindi applicato un gel e passato un manipolo sulla zona interessata. La seduta è rapida, indolore (si sentirà una leggera sensazione di calore) e permette di poter svolgere successivamente qualsiasi attività. Dopo circa una settimana, dieci giorni i peli inizieranno a cadere in alcune aree, che saranno sempre maggiormente estese nel corso delle diverse sedute.

QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE

Considerando che è stato dimostrato che queste tecnologie agiscono quando il pelo si trova in una fase specifica detta anagen, sono necessarie più sedute per riuscire a colpire i peli in questa fase.

Mediamente con le tecnologie medicali a maggiore potenza si stima che servano tra 4 e 7 sedute per ottenere una soddisfacente riduzione dei peli, distanziate almeno 40 giorni l’una dall’altra. Finito il primo ciclo di attacco saranno sufficienti una/due sedute di mantenimento ogni anno.

QUALI SONO I VANTAGGI

Numerosi sono i vantaggi dimostrati con questo trattamento che sta sempre più sostituendosi alle classiche tecniche di epilazione. Il primo vantaggio è l’allungamento dei tempi di ricrescita del pelo, beneficio che migliora di seduta in seduta, non a caso viene definita epilazione progressivamente definitiva. Il secondo e non indifferente vantaggio è la risoluzione della follicolite post epilazione, vale a dire l’infiammazione del follicolo pilifero successiva alle tecniche di epilazione. La follicolite, soprattutto se ricorrente, è una indicazione medica all’epilazione permanente che andando alla radice del bulbo pilifero, non infiamma il follicolo come può accadere con tutte le altre tecniche. Anche per chi soffre di cisti pilonidali questo tipo di epilazione permette di risolvere il problema.

Infine, soprattutto in chi soffre di ipercheratosi post tecniche di epilazione, questo tipo di trattamento consente di schiarire la pelle.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI

In linea generale è un trattamento accessibile e tollerato da tutti. Tuttavia si evita di fare il trattamento nelle donne in gravidanza e allattamento, in corso di terapie con corticosteroidi ad alto dosaggio, terapie immunosoppressive e fotosensibilizzanti.

EFFETTI COLLATERALI

L’unico possibile ma molto raro effetto collaterale è l’eritema destinato tuttavia a ridursi in pochi giorni dalla seduta. L’unica accortezza che si deve seguire è evitare l’esposizione diretta e non protetta ai raggi solari nei tre giorni precedenti e successivi al trattamento.

IL NOSTRO MACCHINARIO

Il macchinario utilizzato nel nostro centro è una IPL di ultima generazione che ha un manipolo con un filtro che raggiunge i 760 nm di profondita e quindi pari ad un laser alessandrite che è uno dei laser più potenti presenti per l’epilazione.

I vantaggi di una epilazione eseguita tramite un macchinario medicale, rispetto al laser a diodo comunemente utilizzato nei centri estetici sono: maggiore potenza di emissione con conseguente riduzione del numero di sedute, maggiore tolleranza al trattamento e minore rischio di effetti collaterali, essendo un trattamento eseguito da un medico specializzato in medicina estetica.

Vi invitiamo a prenotare un consulto gratuito per avere maggiori informazioni.

Dott.ssa Roberta Leone

Medicina estetica

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386 o 3337831426

IPERTENSIONE ARTERIOSA: PREVENIRE A TAVOLA

L’ipertensione o ipertensione arteriosa è una condizione clinica in cui la pressione del sangue nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata, con conseguente aumento di lavoro da parte del cuore. La pressione sanguigna normale rientra a riposo tra  110 e i 140 mmHg di sistolica e tra i 60 e i 90 mmHg di diastolica. Viene considerata un’ipertensione se vi è una pressione frequentemente pari o superiore ai 140/90 mmHg. Prenota on line una valutazione cardiologica o un holter pressorio.

Possiamo avere un’ipertensione di tipo primaria (essenziale) o come secondaria. Circa il 90-95% dei casi sono classificati come “ipertensione primaria”, il che significa che vi è pressione alta senza evidenti cause cliniche, tra le cause più frequenti si riscontra: cattiva alimentazione, sedentarietà, fumo, stress; mentre il restante 5-10% dei casi, classificati come “ipertensione secondaria” sono causati da altre malattie che colpiscono i reni, le arterie, il cuore, il sistema endocrino, problemi alla vista. Prenota on line una valutazione endocrinologica.

Attraverso questa immagine possiamo vedere meglio i numeri che riguardano questa patologia in Italia e complicanze ad essa correllate, tra le cause principali per ipertensione ci sono dieta errata e sedentarietà che possono influire negativamente su salute di questi pazienti.

Il dato più preoccupante evidenziato da uno studio pubblicato da Università Cattolica del sacro Cuore di Roma, è il numero di bambini ipertesi già in età scolare, i quali risultano essere più a rischio ed una della cause principali in questa fascia di età è la cattiva alimentazione ricca di zuccheri, grassi saturi,prodotti confezionati quali snack e patatine.

In età adulta, spesso il trattamento farmacologico diventa necessario in alcuni pazienti , ma associare una dieta sana, attraverso un percorso nutrizionale mirato e guidato è importante per ridurre rischi e migliorare qualità di vita. Prenota on line una valutazione nutrizionistica.

In questi pazienti si evidenzia spesso dopo attenta valutazione nutrizionale, sovrappeso, adiposità localizzate a livello addominale, ritenzione di liquidi, etc e quindi migliorare alimentazione giornaliera, attraverso educazione alimentare e la scelta di alimenti più consapevole sulla conoscenza per esempio di alimenti SI e NO, può essere un validissimo aiuto per la prevenzione.

Quali accorgimenti seguire a tavola?

Una dieta personalizzata si basa sulla conoscenza della storia clinica del paziente, su tipo di terapia farmacologica eventuale, conoscenza delle abitudini alimentari, e su altre varianti quali ad esempio conoscere abitudini tipo di attività lavorativa, attività fisica ecc. Dopodiché si studierà uno schema di dietoterapia mirato.

In sintesi possiamo dire che è importante:

  • Alimentazione equilibrata, sana e varia
  • Ridurre il sale, ricco di sodio perché esso è nemico numero uno, infatti il sodio trattiene liquidi e aumenta ritenzione liquidi, ma occhio al sale che non si vede! Esso infatti, è contenuto in molti alimenti quali ad esempio insaccati,formaggi, come conservante sotto forma di glutammato monosodico e quindi presente come “additivo” in molti alimenti confezionati nei dadi confezionati, esaltatori sapidità, salse, ecc
  • Assumere più grassi cosiddetti “buoni” acidi grassi polinsaturi presente nel pesce e in forma diversa anche in frutta oleaginosa (frutta secca)
  • Consumare più frutta e verdura di stagione
  • Assumere più cereali integrali
  • Idratare bene il corpo bevendo più acqua
  • Fare movimento,anche semplici passeggiate per aiutare non solo a raggiungere peso forma, ma fare moderata attività fisica aiuta anche attività del cuore.

 

Dott.ssa Simona Dongiovanni

Dietista e Nutrizionista

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386

TEST GENETICO NUTRIZIONALE – NUTRIRSI IN SALUTE

Le intolleranze alimentari sempre più frequenti possono essere il sintomo di un malessere generale dell’organismo dovuto a vari fattori: alimentazione squilibrata, stress, abuso di farmaci, flora batterica intestinale. In certi casi diventa necessario capire più nel profondo se il soggetto è più a rischio di patologie più o meno gravi.

 

Perché fare un teste genetico e quindi analizzare il DNA?

 

Il DNA è il nostro corredo genetico in cui sono “scritte” tutte le informazioni, tra cui anche se siamo predisposti o meno ad una patologia, se siamo intolleranti o meno ad un certo alimento.

Quindi attraverso l’analisi del DNA sarà possibile capire se ci sono dismetabolismi, predisposizione a malattie e/o intolleranze alimentari e l’obiettivo principale è programmare una dieta più personalizzata possibile al fine di migliorare/prevenire stato di salute e benessere generale del paziente.

La Nutrigenetica è una branca della genetica che si propone di indagare quanto la predisposizione di un individuo possa influire sullo stato di salute in base al tipo di alimentazione che assume ed ai suoi bisogni nutrizionali. Studia pertanto l’impatto che il profilo genetico individuale (genotipo) ha sul funzionamento di tutto il processo metabolico dalle proteine vettrici, agli enzimi, all’assorbimento dei nutrienti ed alle problematiche legate al trasporto o accumulo di alimenti.

A questo proposito attraverso il test genetico GENEFOOD TEST ALTAMEDICA , laboratorio di genetica medica certificato a cui mi affiderò, saremo in grado di avere risposte su eventuale predisposizione a patologie e quindi alterazioni metaboliche quali:

  • Predisposizione all’insulino-resistenza (diabete)
  • Predisposizione a malattie cardiovascolari
  • Intolleranza al lattosio
  • Sensibilità al glutine e quindi approfondire attraverso altre indagini e al team di medici con cui collaboro (gastroenterologo/endocrinologo, ecc) se c’è o meno patologia celiaca
  • Sensibilità ai solfiti, caffeina, nichel, ecc
  • Carenze vitaminiche/minerali

Il test genetico non sarà consigliato a tutti, ma a tutti quei pazienti più a rischio di patologie/alterazioni metaboliche quali ad esempio obesità, ipercolesterolemia, diabete, eccetera e/o suscettibili ad intolleranze alimentari.

Il test sarà consigliato dopo valutazione nutrizionale in collaborazione con team polispecialistico al fine di garantire al paziente la massima professionalità.

Il test sarà eseguito in collaborazione con laboratorio di genetica medica – Altamedica Roma e ci sono tre livelli di test, dipenderà da paziente a paziente.

Come si esegue?

Il test non è invasivo ed è indolore, sarà prelevato un campione di saliva e il laboratorio di genetica medica referterà il tutto in circa 3 settimane.

Dopo il referto attraverso percorso di educazione alimentare saremo in grado di promuovere un’alimentazione personalizzata, mirata con gli alimenti consigliati e sconsigliati nello specifico caso al fine di migliorare salute, senza rinunciare alla buona tavola.

Dott.ssa Simona Dongiovanni

Dietista e Nutrizionista

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386

RADIOFREQUENZA BIPOLARE CON VACUUM

La radiofrequenza bipolare con vacuum è un nuovo macchinario utilizzato in medicina estetica che associa la radiofrequenza al vacuum altro dispositivo molto utilizzato in medicina estetica. Prenota on line una valutazione medica estetica.

L’associazione delle due tecnologie è molto proficua sia sul viso che soprattutto sul corpo in quanto sono potenziati gli effetti sia della radiofrequenza che del vacuum.

Il trattamento di radiofrequenza con vacuum sul viso opera un profondo ringiovanimento del derma stimolando la produzione di fibre di collagene che si riducono con il passare del tempo. Grazie all’aggiunta del vacuum verrà anche potenziata la stimolazione della circolazione già indotta dal calore della radiofrequenza, con conseguente maggiore apporto di ossigeno ai tessuti e smaltimento delle tossine. Il vacuum ha anche una azione di stimolazione del sistema linfatico.

La pelle risulterà quindi visibilmente più tonica, più distesa, più compatta sia superficialmente che profondamente grazie alla contrazione delle fibre di collagene indotta dal calore.

Le indicazioni più specifiche all’utilizzo di questo macchinario sul volto sono:

-Rughe superficiali del viso

-Zampe di gallina

-Guance rilassate

-Pieghe nasolabiali evidenti

-Contorni del viso poco definiti

-Collo rilassato o rugoso

-Pori dilatati

E’ anche possibile utilizzare questo macchinario su tutto il corpo per contrastare gli inestetismi della cosiddetta “cellulite” e migliorare le zone di lassità cutanea soprattutto nell’interno braccia, nell’interno coscia, e sulla pancia. Prenota on line una valutazione medica estetica.

Le sedute non sono assolutamente dolorose, non si utilizzano aghi ed hanno una durata variabile a seconda della zona da trattare da 20 fino anche a 60 minuti nelle zone più estese del corpo. Dopo l’applicazione di un gel verrà passato un manipolo ed effettuato un massaggio seguendo alcune regole in base alla zona trattata. A parte un leggero arrossamento che può comparire nelle pelli particolarmente sensibili immediatamente dopo il trattamento e scompare nei minuti successivi non ci sono effetti collaterali.

Normalmente si consiglia di effettuare un ciclo di 5 trattamenti a distanza di 3/4 settimane uno dall’altro e poi eseguire delle sedute di mantenimento.  Naturalmente l’indicazione generale viene poi personalizzata dallo specialista in base alle esigenze del paziente.

Riassumendo, la radiofrequenza bipolare con vacuum è un ottimo trattamento per:

-ringiovanire volto e collo rendendo la pelle più tonica, distesa e compatta.

-migliorare le lassità di tutto il corpo.

-migliorare gli inestetismi della cosiddetta “cellulite”.

-Ridurre gli edemi.

I vantaggi rispetto ad altre tecniche utilizzate in medicina estetica sono: l’assenza di dolore, l’assenza di preparazione specifica al trattamento, l’assenza di un decorso post trattamento e la possibilità immediata di ritornare alle normali attività di tutti i giorni.

 

Dott.ssa Roberta Leone

Medicina estetica

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386 o 3337831426

Infertilità maschile: MYOXSYS, il nuovo test non invasivo per valutare lo stress ossidativo e l’efficacia della terapia medica

L’infertilità maschile è un problema sociale sottostimato e al quale si pone pochissima attenzione. In realtà la sua incidenza cresce anno dopo anno e ha raggiunto livelli elevatissimi. Se pensiamo che fino a qualche anno fa l’infertilità veniva considerato come un problema solamente femminile, oggi viceversa sappiamo benissimo che l’infertilità è una patologia della coppia e il fattore maschile ha un’incidenza esattamente sovrapponibile a quella della donna. Secondo i più recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità il 15% delle coppie soffre di infertilità con una ripartizione equa tra uomo e donna (20% riconducibile a cause di entrambi i partner).

Il fattore maschile deve quindi essere preso molto attentamente in considerazione e i nostri sforzi di ricerca dovrebbero essere concentrati su questo tema; secondo un recente studio dell’Università di Hebrew in Israele, il calo dei parametri del liquido seminale a livello mondiale si attesterebbe ad 1,4% per anno. Sicuramente negli anni la cultura sta cambiando, ed anche gli uomini stanno cominciando a controllare la loro salute maschile con l’aiuto degli urologi ed andrologi. Ad oggi un test importantissimo per il controllo della propria fertilità risulta essere l’esame del liquido seminale (spermiogramma) che, se ben condotto, può offrici tantissime informazioni. Risulta però ancora insufficiente a stabilire con certezza la fertilità maschile e soprattutto le cause che ne sono alla base. Secondo le Linee Guida Europee di Urologia (European Association of Urology) ancora il 30% delle cause di infertilità maschile non sono conosciute. Viceversa, tra le cause conosciute, riportiamo il varicocele, i fattori ormonali e quelli genetici.

Un’altra importantissima carenza è la terapia, soprattutto quando ci troviamo di fronte ad infertilità da cause sconosciute. Nella pratica clinica ciò che viene abitualmente proposto è: la terapia ormonale, con tutti gli effetti collaterali connessi e la dubbia efficacia, ma soprattutto la terapia nutraceutica con integratori alimentari a base di antiossidanti che riducono i radicali liberi e i ROS (specie reattive dell’ossigeno). Gli integratori alimentari sono globalmente prescritti per la loro maneggevolezza, i bassi costi, la mancanza di effetti collaterali e l’efficacia documentata da diversi studi clinici. Le sostanze più comunemente utilizzate sono le carnitine, lo zinco, il selenio, le vitamine, i bioflavonoidi, il Coenzima Q10 e tantissime altre. Risulta però di vitale importanza ribadire che per la sua corretta produzione e maturazione, il liquido seminale necessita di un corretto quantitativo di ROS e radicali liberi. La non corretta prescrizione degli antiossidanti è quindi in grado, di fronte ad una troppo imponente riduzione dello stress ossidativo, di creare un danno alla nostra fertilità. E’ quindi mandatorio cercare di mantenere un perfetto equilibrio tra produzione ed eliminazione di radicali mantenendo un corretto bilancio dello stress ossidativo. Il dosaggio di questo equilibrio, finemente regolato, può aiutarci nella corretta prescrizione della terapia e risulta ad oggi ancora oggetto di studi, mentre diverse metodiche sono state realizzate con scarsa attendibilità. Recentemente, dopo numerosissimi studi, l’azienda americana Aytu ha reso disponibile uno strumento molto attendibile ma soprattutto di facilissimo uso e dai costi sostenibili.

Il sistema MiOXSYS utilizza il test del potenziale di ossidoriduzione statica (sORP) per misurare lo stress ossidativo sul campione di sperma. Il vantaggio di questo test consiste nel fatto che prende in considerazione sia l’attività degli ossidanti che quella degli antiossidanti, fornendo una misurazione totale dello stress ossidativo, senza la preparazione del campione. In aggiunta ai parametri standard del liquido seminale (spermiogramma) è in grado di valutare il danno effettivo che il liquido seminale sta subendo ad opera dei radicali liberi e delle specie reattive dell’ossigeno (ROS). Questa informazione è particolarmente utile in quanto, basandosi sul principio del perfetto equilibrio della quantità dei radicali liberi, una terapia antiossidante prescritta in maniera empirica potrebbe anche risultare dannosa alla fertilità maschile. Monitorando, viceversa, il livello di stress ossidativo con il MiOXSYS, saremo in grado di controllare l’efficacia e la reale utilità della terapia, senza fare danni. Il test è semplicissimo e si effettua sul liquido seminale, entro 30 minuti dalla sua emissione. Una piccola parte dello sperma viene applicata su un sensore che viene inserito nell’analizzatore. La macchina dopo solo 2 minuti sarà in grado di dare l’esito del test e di quantificate lo stress ossidativo. Risulta quindi assolutamente consigliabile, al giorno d’oggi, integrare le comuni informazioni dello spermiogramma e della frammentazione del DNA (DFI) con questo utile test allo scopo di caratterizzare meglio la fertilità maschile ma soprattutto per meglio gestire la terapia medica.

Dott. Gian Maria Busetto

Specialista in Urologia ed Andrologia

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386 o 3337831426

 

Il test MiOXSYS è disponibile presso il nostro centro al prezzo di 150€ e può essere pianificato in qualunque giornata.

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