BPCO E MALATTIE POLMONARI INDOTTE DAL FUMO

INTRODUZIONE
12 milioni di fumatori, cioè quasi un italiano su 4, 1 su 10 fra i minorenni; fra i 70000 e gli 83000 decessi per anno nel Belpaese, un quarto dei quali fra i 35 ed i 65 anni di età; 6 milioni di morti dovute al fumo in tutto il Mondo ogni anno, 600000 delle quali dovute al fumo passivo: è questo il bilancio degli effetti del fumo di sigaretta sulla salute umana.
Il fumo di sigaretta porta a danni molto seri, peggiorando la qualità della vita ed aumentando significativamente le probabilità di soffrire di patologie potenzialmente letali: infarto e malattie cardiovascolari (prenota un ECG), ictus e demenza, ipertensione (prenota una visita cardiologica), cancro polmonare, vescicale e del cavo orale (prenota una laringoscopia); riduce la fertilità ed aumenta l’incidenza dell’impotenza (prenota una visita andrologica); facilita lo sviluppo di malattie infiammatorie pressoché in tutto l’organismo; collabora a scatenare patologie respiratorie tipiche: la fibrosi polmonare idiopatica, la bronchiolite respiratoria, le interstiziopatie polmonari; peggiora drasticamente i sintomi dell’asma bronchiale, portando a danni irreversibili ed alla perdita di efficacia delle terapie inalatorie (prenota una visita pneumologica).
La malattia più strettamente dovuta al fumo è la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO, COPD in lingua inglese), che da sola conduce a circa il 50% di tutte le morti per cause primitivamente respiratorie. Si tratta di una sindrome dove sono contemporaneamente presenti l’infiammazione dei bronchi (bronchite cronica) e la distruzione più o meno grave della struttura dei polmoni (enfisema polmonare).
Il fumo agisce direttamente nella formazione di questi danni, perché contiene una quantità molto elevata di diverse sostanze in grado di alterare le funzionalità cellulari, inducendo modifiche permanenti delle strutture bronchiali e polmonari; i danni creati negli anni di fumo, quindi, non possono essere recuperati: è solo possibile rallentarne la progressione smettendo immediatamente di fumare.
La probabilità di sviluppare questa patologia è nettamente maggiore nei fumatori attivi, ed aumenta con gli anni di fumo ed il numero di sigarette fumate, ma è importante sapere che anche chi fuma poche sigarette al giorno può sviluppare la malattia se vi è predisposto geneticamente. Chi è esposto al fumo passivo, seppur con minore probabilità, può sviluppare la patologia. Se al fumo si aggiunge una qualità dell’aria scadente, come sempre più spesso e per periodi più lunghi accade nelle nostre città, i danni si fanno ancora più ingenti.

EPIDEMIOLOGIA
In Italia il 10% degli abitanti, ed il 15% di quelli con più di 50 anni, soffrono di BPCO. Tradizionalmente considerata una malattia più frequente nel sesso maschile, la BPCO è una malattia trasversale, e l’incidenza nel sesso femminile è in aumento.

CLINICA
I sintomi principali sono spesso considerati quasi scontati in chi ha una storia di fumo: la “tosse del fumatore”, spesso catarrosa soprattutto al mattino; la mancanza di fiato che peggiora con gli anni; difficoltà, spesso insidiosa, nel dormire perfettamente supino; episodi spesso frequenti di bronchiti, anche nei periodi dell’anno dove è meno probabile ammalarsi, con cambiamenti della quantità e del colore del catarro, e con un decorso tendente a complicarsi o a durare a lungo; stanchezza, difficoltà di concentrazione, in particolare nei pazienti più giovani, laddove gli anziani spesso presentano perdita di peso, in particolare a carico della massa muscolare; frequente ricorso a terapie come antibiotici, sedativi della tosse, mucolitici ed aerosol, spesso auto – prescritti (prenota una visita pneumologica).
In altri casi, il malato presenta un evento acuto, in cui l’affanno, la tosse e le difficoltà respiratorie sono tali da portarlo a recarsi in pronto soccorso: è la cosiddetta riacutizzazione di malattia, che spesso può portare a diversi giorni di ricovero, alla prescrizione dell’ossigeno ed è legata ad un chiaro peggioramento della qualità della vita ed alla riduzione della quantità di vita residua, oltre ad esporre il paziente a tutte le possibili complicanze di un ricovero in Ospedale: infezioni ospedaliere, allettamento, piaghe da decubito.

DIAGNOSI
La diagnosi di BPCO, su un sospetto spesso sollevato dal medico di medicina generale, vede nella figura dello Pneumologo il medico di riferimento: infatti non esistono due malati identici, ognuno ha bisogno di un inquadramento e di una terapia personalizzati. Analisi del sangue, radiografia standard del torace sono esami di base: lo Pneumologo provvederà a raccogliere la storia clinica, indagare i sintomi, studiare la funzione respiratoria con una spirometria (prenota una spirometria) ed eventualmente suggerirà un completamento con una TC del torace, una pletismografia corporea per meglio studiare i volumi polmonari, un’emogasanalisi nel sospetto di insufficienza respiratoria (prenota una visita pneumologica).

TERAPIA
Una volta raggiunta la diagnosi il paziente, in base alla sua storia ed alla sua situazione, riceverà il trattamento più adeguato: misure di prevenzione, per evitare le riacutizzazioni e contenere la progressione della malattia; farmaci specifici, con broncodilatatori e cortisonici per via inalatoria; indicazione ad eseguire cicli di riabilitazione.

Alla luce delle gravi conseguenze che il fumo, e conseguentemente la BPCO e le altre patologie respiratorie possono avere sulla qualità e quantità di vita, è strettamente necessario smettere di fumare. Le alternative moderne (sigaretta elettronica, dispositivi che scaldano il tabacco) non possono essere considerate sicure. Tutte le persone che fumano, o hanno fumato, in particolare se hanno familiarità per patologie respiratorie (soprattutto se ad esordio giovanile), neoplasie polmonari, lavorano o hanno lavorato in professioni con esposizione a noti inquinanti a trasmissione aerea, e che presentano sintomi anche lievi, possono potenzialmente trarre beneficio dal colloquio con uno Pneumologo, per inquadrare la loro situazione, pianificare i successivi passi in base alle probabilità di soffrire di una patologia ben definita, ed essere aiutati a spegnere definitivamente la sigaretta (prenota una visita con uno specialista pneumologo).

Dott. Bruno Iovene

Specialista in Pneumologia

GMF Medical Center, Viale Somalia 33A, 00199 Roma

Per ulteriori info o prenotazioni: 0686391386 o 3337831426

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